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sabato 12 maggio 2012

Si va in scena


Questa è per te.
Per te che ti sei seduto qui di fronte e sei rimasto a guardare in giro senza parlare per un po'. Hai ordinato con educazione, hai ringraziato e sei ritornato nel tuo silenzio a guardare un punto lontano.
Non guardavi lontano e l'ho compreso più avanti.
Ci va molta serenità per restare da soli in mezzo a un ambiente sconosciuto lasciando che gli sguardi ti si appoggino curiosi e a volte invadenti su di te. Ci vuole la serenità di chi non ha nulla da nascondere e molto poco da ostentare perchè disinteressato all'ostentazione.
E gli sguardi si chetano, pian piano, si appoggiano su altre mensole più disponibili all'osservazione compiaciuta.
E' in quel momento, solo in quel momento, che hai aperto la bocca per raccontarti dietro la piccolissima sollecitazione del " Va tutto bene? ha bisogno d'altro?"
No, non va bene nulla e me lo hai raccontato come un padre ad un figlio che rimane basito per questa nuova dimensione del genitore. Chi abbiamo di fronte pensiamo possa sempre essere qualcosa che contrasta e migliora le nostre debolezze; restiamo sorpresi quando presunte debolezze sono ragione di un'esistenza e sono sostanza vitale per ogni minuto di questa vita.
La scoperta è sempre un atto violento ed emozionante, un percorso in salita che pare non terminare mai e poi esplode di meraviglia.
Non guardavi lontano perchè stavi solo guardando te seduto al tavolo di un Osteria qualunque in un giorno qualunque di una vita qualunque. Una vita che ti ha portato a sederti qui e parlare di te.
Mi interrogo spesso sulla reale utilità delle cose che faccio, delle cose che dico.
Capisco che hanno un senso quando il sipario delle vite altrui si apre di colpo di fronte a me.
Si va in scena.

1 commento:

  1. :).... realtà....prima o poi ti si presenta e ci devi fare i conti...thanx paolo

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