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giovedì 21 febbraio 2013

Le ombre

Stare in silenzio con le proprie paure e credere di non scivolare via.
Pensare al silenzio come a un vuoto nel quale spingersi, certi di conoscere quel vuoto e di quel vuoto essere esperti. Cucire trame complesse,mondi unici e rumorosi che si agitano a un nostro cenno o su una parola sola cercata apposta per scatenare quella baraonda.
Rimbalzare da una parte all'altra come su un tappeto elastico, più spingi più sali su, più muovi le braccia e migliore é la traiettoria verso l'altro, annaspi come un nuotatore contro le onde, un pensiero dopo l'altro, una paura dopo un'altra, senza sosta, rimbalzi. Ora sei te che t'insegui minaccioso, ti ingiuri, vorresti strapparti la pelle di dosso, maciullare quel corpo che ti contiene a forza, vorresti scomparire, non esistere, perderti, farti ritrovare e poi perderti un'altra volta.
Ogni occhio guarda te, ogni vita ignora te, ogni sorriso sembra uno scherno " Attenti! Arriva il pazzo!", senti dietro ogni sguardo.
Nel vuoto le ombre svaniscono, nulla ti si fa doppio.
Ti guardano dall'alto cadere.

lunedì 11 febbraio 2013

Dizionari naturali

Chi scrive parole rivolte a possibili lettori, ha delle responsabilità e non può mentire, perchè sarebbe smascherato in un attimo.
Scrivere è come una talpa gigante che scava nella pancia e nella testa dell'autore obbligandolo a fare detriti di sé ogni volta terminata una parola perchè, senza detriti, lo scavo non procede e non porta da nessuna parte.
La grande massa di detriti resta accumulata disortinatamente ai lati del solco tracciato, può essere riutilizzata per richiudere i buchi, può essere inviata altrove per liberare dello spazio, può essere a sua volta scavata nuovamente. Le possibilità sono innumerevoli ma tutte non prevedono l'abbandono fine a se stesso.
Molto spesso accade di sentire in giro che ci sono scavi più adatti e altri meno adatti, profondità più cònsone e altre marginali, detriti preferibili ad altri.
Molto spesso pare di sentire in giro che una forma di condivisa civiltà sia quella opportuna da tenere. Addirittura si sente parlare di profondità quali l'amore o l'amicizia o l'istinto, come fossero prodromi della loro presunta meccanicità; come se solo quel sentimento, fatto così, con quel dizionario, potessere essere il solo accettabile.
La negazione di certi dizionari è considerata, molto spesso, alla stregua di una malvagità, di una colpa da espiare, di ore e giorni di analisi psicoanalitica cui sottoporsi, piuttosto che il rovescio di un linguaggio naturale.
Chi scrive qualcosa che altri magari leggono, ha responsabilità terribili, soprattutto verso se stesso, la sua umanità, la sua paura del buio, del vuoto, del precipizio, nel quale con terrore s'accosta sapendo che la caduta è la soluzione. 

lunedì 4 febbraio 2013

Guardarsi dentro

Pensare cos'è? E pensare è anche guardarsi dentro?
Perchè per molto tempo ho creduto le due cose andassero a braccetto mentre invece da qualche tempo tutta questa certezza non ce l'ho più.
Sembra che il pensiero non serva da solo per guardarsi dentro e guardarsi dentro necessita di un'energia particolare che a volte ha a che fare con il pensiero ma molto più spesso con le emozioni.
Io amo scrivere.
Ma penso di non essere capace a farlo.
Penso di non essere capace perchè per farlo, quasi sempre, metto in moto una serie di pensieri che qualcuno mi dice essere pensieri "politicamente corretti", che è una di quelle frasi di fine novecento che odio profondamente al pari di espressioni quali "alla moda", "di tendenza" e altre, ma che non mi consentono di entrare con tutto il dolore possibile nelle cose che là dentro dovrebbero alloggiare.
Quello che invece mi interessa eccome è scoprire come si deve fare per guardarsi dentro per davvero e far lasciare uscire quella materia non materia che qualcuno chiama anima.
Forse, semmai ci riuscirò, potrei anche imparare a scrivere.
Oggi non credo di esserne capace.
Penso e penso troppo, giro intorno e non entro mai.
Se qualcuno mi spiega cos'è l'amore, ad esempio,provo a concentrarmi e capire.
 

P.S  se vi va di commentare, fatelo qui, sul Blog. Grazie