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martedì 2 luglio 2013

Genova


Sull’angolo della strada, in alto sul muro, c’è la lastra bianca che indica la via, Largo Caproni, un poeta, il poeta della città, delle salite raccontate, dell’aria respirata come fosse la sola e l’ultima, degli scorci a brandelli. Si passa, tra due muri, un tratto di asfalto che sale leggermente e poi, di colpo, come un trampolino, si inclina in avanti, trasformando il grigio bitume in rosso mattone. E le pareti ai lati cambiano, poco dopo un cancello, a destra, da dove spiando s’intravvede un giardino e un edificio, entrambi pronti al grande balzo dentro a quello spazio che si apre senza interruzione di fronte. Non muovetevi, restate fermi. Guardando in basso verso la mattonata, per un po’ lo sguardo indugia sulla serpentina che disegna il passo, con i muri di sasso ai lati, a volte gonfi verso il sentiero che sembrano voler esplodere di colpo, sassi grigi, spugnosi, raggrinziti, antichi e osservatori immobili. Ma prima di cominciare la discesa bisogna alzare la testa e sfidare il balzo: il mare. Là sotto in fondo allo sguardo, e prima il porto, e prima ancora i tetti delle case e quindi la serpentina rossa sotto i piedi che pare voler entrarci sotto, dentro, farsi risucchiare. I suoni sono di campagna, il passero lo dice con il suo canto primaverile, il fruscio delle prime foglie sui rami, la brezza che sa di sale ed erba.
Da lì si comincia l’immersione, si prende un po’ di fiato e a due passi alla volta, poi una sosta, si discendono i gradoni e si alza lo sguardo al mare, ogni tanto, per vederlo ancora là che specchia la luce sul porto e le case, sempre più vicino ai piedi. Scalini, mattoni, e poi scalinate, muraglioni, tornanti ripidi e sempre più case assecondano la discesa, l’immersione dentro a quei suoni che là sotto aspettano, come coralli in fondo al mare, di raccontare la loro storia. Tu da quassù di Genova ne puoi solo immaginare la forma, i colori, ma solo quando sarai immerso del tutto e quel mare sarà sopra di te, allora e solo allora, potrai lasciar fare allo sguardo, al naso e all’ascolto. Ora ti stai solo immergendo, compiendo piccoli sforzi, apnee necessarie.
Ci s’immerge, se credete di camminare, vi sbagliate.