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lunedì 23 luglio 2012

Sarà il vento

Come nulla fosse lascio cadere un cucchiaio e dopo poco lo raccolgo.
Lui scivola verso l'uscita ma poi ritorna sui suoi passi, lo sguardo indeciso se guardare altrove o fissare me, vera ragione di quel tentennare.
Sollevo un bicchiere, sono di spalle e, nel riflesso opaco di troppe lavastoviglie, deformo la realtà che si agita dietro di me.
Lui cerca l'approvazione, nel cercare nella pagina della cronaca cittadina, la notizia di quello strano fatto.
La realtà può essere anche stravolta e non solo per come la si guarda ma per come la si auspica. Io mi credo al sicuro passando da un bicchiere all'altro, ignorando, o fingendo d'ignorare, ciò che intorno accade. Lui si crede al centro di tutto mentre solo io lo osservo.
Il giornale è aperto sul tavolo, la notizia evidente. Ha un sussulto di piacevole approvazione e con il dito medio poggiato sul titolo, stabilisce un contatto con l'aria intorno.
Ripongo i bicchieri sui pianali e mi volto.
Lui adesso sa che lo guardo ed è in quel momento che il dito medio preme sulla notizia e con una torsione manda all'aria la pagina intera e le altre ad essa collegate, che si sparpagliano sul tavolo e su una sedia.
Lo so che l'hai fatto tu.
Ne sono fiero, dice lo sguardo, intanto che circoscrive con un semicerchio lo spazio tra me e l'uscita.
La realtà sa essere briciole e tovaglia.
La realtà dice che sto uscendo mentre ancora qualcuno appena avverte il fruscio del giornale sul pavimento.
Sarà il vento!

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