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venerdì 20 aprile 2012

Esserci

Credo non mi stancherò mai di questo lavoro.
Non mi stancherò mai di sorprendermi della diversità delle persone, della loro differente predisposizione ad affrontare il mondo, dei nomi che cambiano e quando sono simili non somigliano i corpi che trasportano.
Entrano e mi salutano a volte senza neppure parlare, non serve.
Loro conoscono la strada per arrviare io quella per accogliere.
Sono amici? Si, anche.
Ma è qualcosa di molto diverso e molto di più.
Sono elementi compatibili alle mie mancanze. Ciascuno porta qualcosa che non ho o che manifesto in maniera differente.
Mi piace lo scrittore, con la sua divisa da scrittore, le sue parole mai a caso e quelle a caso sempre pertinenti.
Chi lavora con le parole ne è parte lui stesso.
Come chi insegue i sogni, chi parla a raffica per timore che l'eco di quello che sta dicendo lo possa spaventare.
Chi ride sempre nascondendo una ferita, chi lotta ogni minuto contro le ferite che continuamente si aprono nella sua pelle.
C'è il medico, il poliziotto, la libraia, l'impiegato, ciascuno con la sua storia e suoi retropensieri da scoprire.
E' questo che amo del mio lavoro.
Esserci.

2 commenti:

  1. Esserci è importante!

    La meraviglia dell'esserci,
    l'essere presenti a se stessi, agli amici...

    esserci..
    non è poi così scontato !!
    Grazie

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  2. Dovremmo ricordarcelo sempre ogni volta che siamo attratti dalla noia o dalla disistima di noi stessi. In fondo esserci, partecipare, fare, dire la propria è l'essenza stessa del vivere.

    RispondiElimina

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