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lunedì 24 ottobre 2016

... se fosse?

Mi capita di domandarmi cosa sia, dopo; ma ancor di più, come sarà quel momento.
Se sarò lucido e i miei occhi sapranno posarsi sugli oggetti consueti o se, invece, mi mancheranno proprio quelle consuetudini.
E se fosse qui in Osteria?
Qui dove sono adesso, magari accasciandomi un poco mi capiterebbe di buttare lo sguardo sulla parte inferiore del bancone, quel bordo sporgente prima degli scaffali sottostanti, e con le dita tenterei di sostenermici ancora a quel bordo, come ci si aggrappa a un salvagente in mare tra le onde.
Poi la presa verrebbe meno e sarei con l'occhio a filo della pedana di legno.
Non l'ho mai guardata da così vicino!
Eppure mi sostiene dieci ore al giorno scricchiolando a ogni mio passo.
Per strada.
Si...per strada alla fermata del bus.
Un attimo, un pallore freddo, la vista che si guasta, mentre mi domando " Che succede?" e via...buio, sipario!
In ogni caso io ci sarò, questo è sicuro.
Io sono quello che si sta più vicino da un sacco di tempo, per quanto non mi comprenda del tutto, io ci sono!
Che fierezza nel pensarlo!
E sono lo stesso che era lì, sporgente da quell'utero sanguinolento, umido, che un po' di tempo fa mi ha spedito da queste parti.
Mi consola.
Si...mi consola sapere che comunque andrà, io, ci sarò!
E francamente, ora che ci penso, sarà un altro uscire da un utero un po' più grande verso qualcosa che scoprirò dopo un po', appena una qualche intelligenza farà tradurre in significato ciò che gli occhi, quelli nuovi, vedranno.
E vuoi vedere che...anche in quell'occasione...in qualche misura...io ci sarò?
O sarò altro?

"Jack...solita malvasia dolce?"

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