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lunedì 17 ottobre 2016

Noi siamo, lo siamo sempre

L'Osteria l'ho lasciata per qualche tempo a un amico che la gestisse.
Avevo bisogno di staccare la spina e scomparire per un po'.
L'ho fatto.
Sono stato in giro e molto a casa a non fare nulla, proprio nulla, mollemente senza particolari occupazioni, se non quelle di nutrirmi il giusto e leggere.
Leggere mi consola.
Dentro ai libri mi allontano da me e dai miei quotidiani titillamenti.
Ho letto tanto fino a stancarmi la vista; ho letto bulimicamente senza pormi troppe domande su cosa stessi leggendo. Non ho pianificato letture specifiche ma ho concesso a esse di venirmi a trovare.
Libri antichi, libri nuovi, scrittori famosi e alle prime armi.
Nei libri c'è tutto, compreso ciò che di noi non sappiamo e che lì si rivela.
Poesie, saggi, filosofia, romanzi: ogni cosa.
Noi siamo ogni cosa.
Noi lo siamo ogni minuto che abbiamo gli occhi aperti e lo spirito ricettivo.
Lo siamo quando cambiamo rotta, abbandonando porti abituali per mari che sanno il fatto loro.
Lo siamo mentre attraversiamo la strada, camminiamo senza meta, sorseggiamo un caffè o litighiamo per un nonnulla.
Noi siamo e i libri ci raccontano la storia che noi , spesso, ci neghiamo per un fiato di tranquillità.
I libri siamo noi tutte le volte che ci lasciamo vivere.
Altrimenti siamo solo ombre senza scopo.
Ho ringraziato il mio amico e ho ripreso l'Osteria e sto meglio, mi sento meglio, penso meglio.
Sotto al bancone ho sempre un libro con il suo segnalibro che avanza tra le pagine.
Intorno  a me la solita umanità che osservo e che mi guarda, consolatoria e consolante.
Nel bicchiere verso anche me e chi mi beve non lo sa quanto questo i fa stare bene.

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