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lunedì 31 ottobre 2016

L'Oste criptico e la metafora del tempo

C'è qualcosa che non torna.

Ho quest'Osteria piccina da sei o sette anni, non ricordo più.
Ricordo, però, che l'ho aperta quando, trovandomi pochi spiccioli della mia vita precedente, il tizio che l'aveva in gestione mi suggerì di acquistarla perché sarebbe stata la mia fortuna.
Volevo soltanto un posto per me, che mi rappresentasse: non m'interessava la fortuna.
Entrando la prima volta, ricordo, mi colpì la parete in fondo, in legno usurato.
Mi fece sentire a casa, una casa mai abitata, ma mia.

Gli amici, o almeno...quelli che mi stavano intorno poco prima quel momento, mi dissero che ero un pazzo. Altri mi dettero delle pacche sulle spalle. Qualcuno non si pronunciò. Un paio, uno in particolare, mi disse che non gliene importava nulla e chi mi avrebbe seguito anche all'inferno, se necessario, pur di sapermi libero e, magari, felice.

E così è stato.
Lui in Osteria viene tutti i giorni, legge il giornale, prende il caffè e mi racconta di suo figlio, del suo lavoro, della sua noia di essere e dover essere. A lui, più ancora che a me, devo molto; persino la mia testardaggine a voler tenere aperto, seppur i conti...insomma...tornano a volte.

Allora cosa non torna?

Non torna sapere che la testardaggine, l'autoironia, il far a meno di quasi tutto, tant'è...pare sembra dar fastidio se non addirittura spaventare qualche avventore a cui racconto la mia storia.

Qualcuno vorrebbe imitarmi, mi domanda e mi seziona come un Panda, s'interroga sul dove stia il trucco.
Altri, quando il locale è pieno, vorrebbero addirittura diventarne soci, per poi sparire dopo due giorni di vuoto.

Io non cerco nessuno in particolare e sono ben disposto con tutti: altrimenti non farei questa vita.
Per cui...che volete da me, voi che non mollate un millimetro del vostro benessere?

Il mio amico c'è, mi basta e basta persino a lui.
Un tempo c'era anche Mario, ma è morto, non c'è più, almeno fisicamente, ma " è come un'ombra dietro me" , probabilmente E' la mia ombra e io sono altrove.

In uno spazio parallelo  dove nulla va perduto. In uno spazio vuoto,  dove tutto si può riempire.

- Smettila di chiamarmi " Oste Criptico"...so perfettamente cosa dico.



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